1. BALZAC,  Facino Cane (1837)

Difficile scegliere una sola opera tra le Scene di vita parigina di Balzac. Il protagonista di Facino Cane, forse pseudonimo dell’autore, rappresenta il  punto di rottura tra il passeggiatore che osserva il panorama di Parigi e il vero flâneur, dotato di una « seconda vista » che lo porta ad analizzare i volti della folla e « leggere » il testo della città.

 

2. ALLAN POE, The Man of the Crowd (1840)

Questo breve racconto, ambientato a Londra, è un testo chiave per capire l’ambivalenza della figura letteraria del flâneur: a metà strada tra il detective, che scopre gli enigmi della città moderna, e l’uomo della folla che cerca di dissolvere il proprio io nel paesaggio urbano.  

 

3. HUART, Physiologie du flâneur (1841)

Ispirato, come tutte le Physiologies, alle scienze positive e agli studi fisiognomici di Gall e Lavater, il libro di Huart si inscrive all’interno della “tradizione panoramica” francese. Descrive il flâneur come un tipo umano e uno dei simboli della Parigi ottocentesca. Forse è il primo testo in assoluto che consiglierei a chi vuole capire chi è il flâneur.

 

4. BAUDELAIRE, Le peintre et la vie moderne (1863)

Avrei potuto optare per lo Spleen de Paris, ma questo saggio mi sembra ancora più fondamentale perché descrive la relazione tra flânerie e produzione artistica. Baudelaire fissa qui, attraverso il ritratto di Costantin Guy, il prototipo dell’artista-flaneur.

 

5. BRETON, Nadja (1928)

Un classico del Surrealismo. Trae spunto da un incontro casuale tra l’autore e una passante per le strade di Parigi. Romanzo autobiografico: Breton e Nadja vagano per la città, foresta di simboli.

 

6. BENJAMIN, Das Passagen-Werk (1927-1940)

Pubblicato postumo nel 1982, il magnum opus di Benjamin potrebbe sembrare una semplice raccolta di appunti, ma è il punto di partenza per chiunque voglia studiare la Parigi del XIX secolo e in particolare il personaggio del flâneur.

 

7. PEREC, Un homme qui dort (1967)

Forse il mio libro preferito della lista. Uno studente che gira a vuoto per le strade di Parigi consumando in questa azione ogni sua energia. Quando l’ho letto la prima volta mi sembrava quasi stesse raccontando la mia storia. Esiste anche il film tratto dal libro, regia di Queysanne (1974).

 

8. SANSOT, Poétique de la ville (1971)

“Le véritable lieu urbain est celui qui nous modifie, nous ne serons plus en le quittant celui que nous étions en y penetrant”. Un’opera forse poco conosciuta, ma che per me è stata fondamentale. Ha la struttura di un trattato filosofico, mentre lo stile ricorda piuttosto i poemi in prosa.

 

9. CALVINO, Le città invisibili (1972)

Immaginare le città possibili e impossibili, descrive le pratiche e i modi di utilizzo degli spazi urbani. Questo libro non riguarda Parigi, ma prova a raccontare, attraverso una tecnica combinatoria, la matrice di tutte le esperienze possibili nella città. Non basta leggerlo una volta, il vero flâneur ama sfogliare e percorrere questo libro in ogni direzione.

 

10. REDA, Les Ruines de Paris (1977)

È un autore che ho conosciuto personalmente e su cui ho pubblicato alcuni articoli e interviste. È un raffinato scrittore, poeta e visionario. I suoi poemi in prosa su Parigi sono tutti pubblicati da Gallimard. Tra i tanti libri che consiglierei  questo è certamente il più famoso, forse grazie al titolo.